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Sentiero delle Stelle Amiche

Il Sentiero in tutti i sensi

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Emozioni da ascoltare, vedere e gustare

Il Sentiero in tutti i sensi: suoni, colori, profumi e sapori del Catria

Se è vero che l’esperienza del silenzio rappresenta un cardine della spiritualità avellanita è altrettanto vero che la foresta che circonda il Monastero è contraddistinta dalla polifonia di suoni che ne caratterizzano l’esistenza: i canti degli uccelli e i versi degli altri animali che la abitano, lo stormire degli alberi e il gorgoglio delle acque che fluiscono nei torrenti. Secondo Dante Alighieri – il più illustre dei visitatori – persino i tuoni qui hanno un suono diverso (…tanto che ’troni assai suonan più bassi).

Per godersi il Sentiero delle Stelle Amiche occorre lasciar liberi i propri sensi di coglierne gli infiniti aspetti. La vista di panorami straordinari, di tramonti rosso fuoco (come quelli che si possono ammirare dalla cima della Genga Rossa) e di nitide notti stellate, oppure quella dei cavalli del Catria, dei daini, dei mufloni e della fauna che abita da sempre queste montagne e che è facile incontrare lungo il percorso. O, ancora, la vista delle stagioni che cambiano, delle fioriture primaverili e del foliage autunnale.

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Respirare l’odore della foresta e godere dell’esperienza tattile che deriva dal contatto con gli alberi (compreso il leggendario tasso del Giardino botanico del Monastero, alto 16 metri e vecchio quasi 600 anni) e con un territorio che qualcuno ha giustamente definito “un atlante geologico”.

L’odore del muschio e degli alberi resinosi, delle foglie secche e del sottobosco, dei fiori e delle piante aromatiche generano un impasto di aromi che cambia di stagione in stagione e che in pochi minuti è in grado di ridurre lo stress e promuovere un senso di rinnovata energia e di armonia interiore. Un benessere del corpo e dello spirito che i monaci avellaniti conoscevano bebe e che si coniugava con la lettura dei libri che i monaci stessi “producevano” o conservavano (“Farmacia dell’anima” dice il cartiglio che accoglie i visitatori della biblioteca antica del Monastero).

Un Sentiero che inizia dalle cucine del Castello (perfettamente conservate) e termina nel Refettorio barocco del Monastero non può che avere una propensione particolare al gusto. Lungo il sentiero troviamo una vera e propria festa di sapori. I sapori dei funghi e dei tartufi, che costituiscono un mustdell’offerta gastronomica del Catria: tartufi neri pregiati e poi anche bianchi pregiati e bianchetti; funghi spignoli, porcini, gallinacci, prataioli, russule e altri ancora.

Poi tutte le piante e le erbe commestibili: dalla mora selvatica all’asparago, dal buon enrico allo stridulo e poi il tarassaco, l’ortica, l’acetosella, la borragine, la piantaggine, la cicoria, l’aglio orsino, la valerianella, il luppolo selvatico, ecc.

Un Sentiero in cui arte e natura, storia e spiritualità si intrecciano senza soluzione di continuità rendendolo unico. Unico come le Marche

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